E se domani io non ci fossi più per un incidente o qualsiasi cosa che ora non immaginiamo o perché la rabbia mi ha formato un coagulo nel cuore
dopo il tempo che ti serve tu comunque vai avanti trova un altro uomo che sia un padre se possibile migliore per i nostri figli
per favore non far recitare quelle messe a cui tutti devono essere presenti senza averne voglia non tenere i miei ricordi in un cassetto perché di buio allora ne avrò già abbastanza
e non dire a nessuno se mi pensi piuttosto custodiscimi come una seconda adolescenza qualcosa che ti porti sempre dentro anche se non sei più tu
Francesco Tomada (1966) vive a Gorizia. Suoi testi sono apparsi su numerose riviste e pubblicazioni in Italia, Slovenia, Canada, Francia, e sono stati tradotti anche in inglese e cinese. Ha pubblicato L’infanzia vista da qui (Gorizia, edizioni Sottomondo, 2005 poi 2006) e A ogni cosa il suo nome (Sasso Marconi, edizioni Le Voci Della Luna, 2008). La poesia Portarsi avanti con gli addii è stata pubblicata nel 2010 nelle piccole edizioni d’arte Gattili (una poesia ed un intervento artistico) ed ha chiuso l’intervento “Lutto e oblio nella poesia italiana contemporanea di lingua italiana” per il 1° Seminario su Lutto e Oblio organizzato dall’Istituto di ricerca interdisciplinare in etica clinica e in medical humanities (IRIEMH) tenuto al Cardiocentro di Lugano nel marzo 2011.