| La casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di kaki, la radio a transistor, i dischi di Little Tony, la moglie e un figlio militare. Ecco, un pezzo dopo l’altro, cos’hanno portato al villano, a quel contadino in tutto e per tutto nostro simile. Ma lui non si rattrista, non piange, anzi ridacchia. E questo malgrado sappia benissimo chi siano i colpevoli: il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore e persino il cardinale. Una banda famelica capitanata dal crudele re. Ah, dimenticavo: gli hanno portato via anche il purscel, nel senso del maiale. Ma lui dice che sempre allegri bisogna stare, ché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e pure al cardinale. Ma se improvvisamente il re muore, che cosa ci tocca fare? Smettere di ridere per non dolere né al vescovo né all’imperatore? O prendere finalmente il coraggio fra le mani e ridere ancora di più, fino a farci crepare la pelle?
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