Uno

Uno è un racconto.

 

Viviamo un territorio reale. La natura e poi le architetture umane lo hanno plasmato. Noi siamo parte del territorio, è il nostro mondo.
Quando comunichiamo con l’altro rappresentiamo a parole il nostro processo di assimilazione del reale. A seconda della nostra individualità abbiamo strutture narrative diverse. Vocabolari diversi. Sguardi diversi. Ma tutti raccontiamo di noi.
Uno vuole essere un meccanismo di comunicazione, un assemblaggio di individualità che partecipano al racconto del quotidiano.
Uno è come il numero dell’intero, ma anch’esso è formato dalle possibilità minori che lo compongono. Quindi se uno è il territorio noi siamo una possibilità di raccontarlo.
Raccontare un luogo significa confrontarsi con esso. Per farlo abbiamo scelto di creare una specie di mappa del nostro territorio, sulla quale, al posto di landmark paesaggistici, vie di comunicazione, cellule urbane, c’è lo sguardo di uno.
Abbiamo definito dei confini spaziali, delle frontiere ai punti cardinali. All’interno si muovono, creando una geografia pluri-dimensionale, le tematiche selezionate.
Uno vuole, come un collage di sguardi, uscire di casa e raccontare una storia che parla di noi e che ci aiuta a capire come e dove viviamo.