3.3 Eccezione

Che ruolo ha una persona che incontri

solo quando ti uccide?

Eccezione per la seconda volta. Rivalutare una situazione attraverso meriti che non le competono, ma che, in qualche modo, sono limitrofi o successivi: ne derivano. Eccezione che è confermata dalla regola, per una volta: non sarà lei infatti a dare i confini e far emergere la regola, ma il contrario. L’eccezione si allargherà tra l’ossessione o lo scopo dell’intrattenimento e la sua inutilità.

Farà da punto mediano tra l’intenzione e il prodotto, tra la teoria e la pratica; sarà Peter Falk che dice a chiunque interpelli che quello che gli ha detto gli stato molto utile per risolvere il caso, generando nella persona il sospetto di essersi tradito, nel caso in cui sia coinvolto nel delitto, o indifferenza.

Come dire: per Colombo nessuno è escluso, si autoincluderanno da sè i sospettati, fino ad arrivare all’assassino.

Come se la possibilità di portare a casa l’assassino, o una vincita, includesse il rischio di una perdita di tempo: di momenti morti durante i quali dedicarsi a qualcosa che non ha valore per i propri scopi. Una base e un mezzo per poter arrivare dove si vuole. Un momento di passaggio come lo è l’infanzia: con scadenza. Così lo stare seduti sul divano: prensili quanto basta per giustificare l’assenza di movimento condizionato, rispetto alla possibilità del tutto teorica di non fare nulla. Possibilità che si realizza in una sorta di clemenza divina nei riguardi di chi anela alla nullafacenza, anche inconsciamente, se non in rari momenti onirici, di cui rimane che una scia destinata a dissolversi. Clemenza.

Si tratta solo di ponderare gli spazi, di provare a costruire un movimento anche solo quando si tratta di un passaggio, di un varco o di un’apertura. Solo con la presenza richiesta.

 

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